Italian fable

La scienza della fiacca

From: Italo Calvino Fiabe Italiane Ed. Mondadori

C'era una volta un vecchio Pocapagliese, che aveva un solo figlio. Per i Pocapagliesi, si sa, il lavoro è una punizione di Dio; perciò quando il figlio compie quattordici anni pensa di mandarlo a scuola ad imparare la scienza del non far niente.

Nella strada del Pocapagliese viveva un grande professore, conosciuto e rispettato da tutti perché nella sua vita non aveva mai lavorato. Il vecchio Pocapagliese, perció, va a parlare al professore e lo trova in giardino, sdraiato all'ombra di un albero di fico, con un cuscino sotto la testa e uno sotto la schiena. Il vecchio Pocapagliese decide, prima di parlargli, di nascondersi dietro ad una siepe ad esaminare il comportamento del professore.

Il professore stava fermo come un morto, a occhi chiusi, e solo quando un fico maturo cadeva lì vicino, allungava il braccio piano piano, lo portava alla bocca e lo mangiava. Poi ancora fermo come un morto, ad aspettare un altro fico.

«Questo è proprio il professore che fa per me», esce allora dalla siepe, lo saluta e gli domanda se può insegnare a suo figlio tutta la sua scienza.

- Uomo, - gli dice il professore con un filo di voce, - non parlare tanto, perché mi stanco ad ascoltarti. Manda qui tuo figlio, e basta.

Il vecchio Pocapagliese torna a casa, prende il figlio per mano, gli dà un cuscino e lo porta in quel giardino.

- Mi raccomando, - gli dice, - devi fare tutto quello che fa il professore.

Il ragazzo, già molto portato per quella scienza, si sdraia sotto l'albero e vede il professore che quando casca un fico allunga una mano per prenderlo e mangiarlo. «Perché quella fatica dell'allungare il braccio?», si dice, e sta sdraiato a bocca aperta. Un fico gli cade in bocca, attentamente lo manda giù e, poi, riapre la bocca. Un altro fico casca un po' più lontano; non si muove, ma dice, piano piano: - Perché così lontano? Fico, cascami in bocca!

Il professore, vedendo quanto fosse colto il ragazzo, gli dice: - Torna a casa, perché non hai niente da imparare, anzi, io ho da imparare qualcosa da te.

E il padre fu tanto felice di avere un figlio così intelligente.


Gianluca Gérard <gerad@fnal.gov>

Last updated: Nov 1, 1995